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         <titleStmt>
            <title>UN «THESAURUS STRUTTURATO» PER LA GESTIONE AUTOMATICA DEL LEMMARIO LATINO DEL
               LESSICO FILOSOFICO DEI SECOLI XVII E XVIII</title>
            <author><name>Giacinta</name>
               <surname>Spinosa</surname>
            </author>
         </titleStmt>
         <publicationStmt>
            <authority>ILIESI-CNR</authority>
            <availability>
               <p>Biblioteca digitale Progetto Agorà</p>
            </availability>
         </publicationStmt>
         <sourceDesc>
            <bibl>
               <title level="m">UN «THESAURUS STRUTTURATO» PER LA GESTIONE AUTOMATICA DEL LEMMARIO
                  LATINO DEL LESSICO FILOSOFICO DEI SECOLI XVII E XVIII</title>
               <author>Giacinta Spinosa</author>
               <title level="a"/>
               <publisher>Edizioni dell'Ateneo</publisher>
               <editor/>
               <pubPlace>Roma</pubPlace>
               <idno type="isbn"/>
               <biblScope> pp. 17-30 (Collana Lessico Intellettuale Europeo, XL)</biblScope>
               <date/>
            </bibl>
         </sourceDesc>
      </fileDesc>
   </teiHeader>
   <text>
      <front>
         <titlePage>
            <docAuthor>Giacinta Spinosa</docAuthor>
            <docTitle>
               <titlePart>UN «THESAURUS STRUTTURATO» PER LA GESTIONE AUTOMATICA DEL LEMMARIO
                  LATINO<lb/> DEL LESSICO FILOSOFICO DEI SECOLI XVII E XVIII</titlePart>
            </docTitle>
         </titlePage>
      </front>
      <body>
         <pb n="17" facs="LP/LP2_17.jpg"/>
         <p rend="justify"> Nel lemmario latino del <hi rend="italic">Lessico filosofico dei secoli
               XVII e XVIII</hi> sono <lb/> confluiti tutti i lemmi con le loro principali
            ricorrenze sintagmatiche, così <lb/> come sono stati selezionati e lemmatizzati nel
            corso di più anni da parte <lb/> di un gruppo di ricercatori del Lessico Intellettuale
            Europeo che ha lavo- <lb/> rato allo spoglio di 49 opere latine appartenenti a 24
            autori. La visione <lb/> complessiva e allo stesso tempo sintetica dell’insieme di tali
            lemmi si è avuta <lb/> in seguito alla memorizzazione dell’intera documentazione che
            costituisce <lb/> il materiale di partenza per la redazione del <hi rend="italic"
               >Lessico filosofico dei secoli</hi>
            <lb/>
            <hi rend="italic">XVII e XVIII.</hi> La memorizzazione di più di 11.000 contesti
            selezionati, <lb/> infatti, è avvenuta contestualmente a quella degli 8.000 lemmi messi
            in <lb/> evidenza ed ha avuto come esito la creazione di una base di dati capace di
            <lb/> fornire tutte le risorse di un sistema di documentazione automatica. Tra <lb/>
            queste, la creazione di un <hi rend="italic">thesaurus</hi> — il nostro lemmario — che
            «nella <lb/> documentazione automatica» si definisce come un «insieme di termini (pa-
            <lb/> role chiave) utilizzati quali elementi di classificazione di una serie di docu-
            <lb/> menti e quali codici per il loro reperimento» <note xml:id="ftn1" place="foot"
               n="1"> M. MORELLI, <hi rend="italic">Dizionario di informatica e degli elaboratori
                  elettronici</hi> , Milano 1980. </note> . In senso proprio, quindi, <lb/> c’è una
            certa differenza tra la natura di un <hi rend="italic">thesaurus</hi> e quella di un
            lem- <lb/> mario: indice-soggettario, il primo, elenco dei lemmi presenti in una serie
            <lb/> di contesti, il secondo. </p>
         <p rend="justify"> È da notare a questo proposito che i sistemi di documentazione auto-
            <lb/> matica attualmente esistenti, ivi incluso quello adottato per il <hi rend="italic"
               >Lessico filo-</hi>
            <lb/>
            <hi rend="italic">sofico</hi> (l’Univac Document Access System, studiato per gestire
            schedari <lb/> bibliografici), non sono facilmente adattabili alla gestione di dati
            lessicali <lb/> e lessicografici. Tuttavia l’utilità complessiva, risultante dalla
            possibilità di <lb/> avvalersi di un sistema di documentazione automatica per il
            trattamento <lb/> della vasta mole di dati relativi al <hi rend="italic">Lessico
               filosofico,</hi> ha indotto all’adozione </p>
         <pb n="18" facs="LP/LP2_18.jpg"/>
         <p rend="justify"> dell’UNIDAS e, conseguentemente, all’operazione consistente nel
            'piegare’ <lb/> le caratteristiche del suo «thesaurus strutturato» (i cui componenti
            cioè <lb/> sono collegati da strutture di relazione) alla gestione di un lemmario lessi-
            <lb/> cografico. Operazione tanto più utile in quanto capace di ovviare ad un fe- <lb/>
            nomeno di cui si era del resto pienamente consapevoli, anche alla luce delle <lb/>
            esperienze condotte da altre équipes e da singoli ricercatori in settori ana- <lb/>
            loghi di ricerca: vale a dire la forte incidenza della sensibilità individuale <lb/>
            dello schedatore e delle peculiarità lessicali di ciascun testo schedato sul- <lb/>
            l’esito finale della lemmatizzazione. Procedura, quest’ultima, per la quale si <lb/> è
            ancora privi di una prassi uniformata su norme fisse, nonostante venga <lb/> auspicata
            da più parti <note xml:id="ftn2" place="foot" n="2"> L’esperienza lavorativa ha
               dimostrato che l’adozione di un dizionario di riferimento <lb/> non risolve tutti i
               problemi emergenti nei singoli casi. Per un breve <hi rend="italic">excursus</hi>
               sullo stato <lb/> della questione e per le relative indicazioni bibliografiche rinvio
               al mio contributo <hi rend="italic">Alcune</hi>
               <lb/>
               <hi rend="italic">osservazioni sulle tendenze della lemmatizzazione latina.
                  Lessicografia e informatica,</hi> in <lb/> « Revue », (LASLA, Liège), in corso di
               stampa. </note> . </p>
         <p rend="justify"> Dalla constatazione della complessa articolazione del lemmario e di
            <lb/> alcune difformità derivanti dalle oscillazioni nella lemmatizzazione è nata <lb/>
            l’esigenza di individuare un sistema in grado di creare una rete di rela- <lb/> zioni
            tra tutti quei termini i quali, variamente lemmatizzati e perciò collo- <lb/> cati anche
            a notevole distanza nella successione alfabetica, in realtà devono <lb/> essere presi in
            considerazione in un’unica soluzione dal redattore delle <hi rend="italic">voci</hi>
            <lb/> del <hi rend="italic">Lessico filosofico,</hi> allo scopo di valutare sotto quale
            di tali entrate vada <lb/> composta la <hi rend="italic">voce.</hi> Tale sistema è stato
            individuato appunto nel «thesaurus <lb/> strutturato» fornito da UNIDAS. </p>
         <p rend="justify"> L’intervento sul lemmario, mirante a istituire strutture di relazione
            <lb/> tra i suoi componenti, è stato quindi condotto a tre livelli: 1) disambigua- <lb/>
            zione delle omografie; 2) elevazione di un termine al rango di termine più <lb/>
            comprensivo rispetto ad altri ad esso subordinati; 3) istituzione di un nesso <lb/> di
            correlazione tra più termini. </p>
         <p> I </p>
         <p rend="justify"> Il primo livello di intervento ha messo riparo alla indebita fusione tra
            <lb/> lemmi diversi (ma omografi al nominativo), operata dal sistema adottato <note
               xml:id="ftn3" place="foot" n="3"> UNIDAS 1100, di cui è stato utilizzato il livello
               6R4 su un calcolatore UNIVAC 1100/82 <lb/> presso il Centro di Calcolo
               dell’Università di Roma «La Sapienza». Alle varie fasi del <lb/> lavoro sul lemmario
               latino, filologiche e informatiche, hanno partecipato i colleghi M. <lb/> Bianchi, E.
               Canone, A. Russo, M. Veneziani. </note> . <lb/> Infatti, avendo assegnato in fase di
            edizione la desinenza del genitivo al </p>
         <pb n="19" facs="LP/LP2_19.jpg"/>
         <p rend="justify"> campo « qualificatori » e il nominativo del lemma al campo « descrittori
            », <lb/> è risultato (in presenza di desinenze diverse per imo stesso « descrittore »)
            <lb/> un <hi rend="italic">output</hi> di questo tipo: </p>
         <p rend="justify"> anatomicus </p>
         <p rend="start"> -a-um </p>
         <p rend="start"> -i </p>
         <p rend="justify"> complexus </p>
         <p rend="start"> -a-um </p>
         <p> - us </p>
         <p rend="justify"> fundo </p>
         <p rend="start"> -as </p>
         <p rend="start"> -is </p>
         <p rend="justify"> liber </p>
         <p rend="start"> -bri </p>
         <p rend="start"> -era-erum </p>
         <p rend="justify"> os </p>
         <p rend="start"> oris </p>
         <p rend="start"> ossis </p>
         <p rend="justify"> physice </p>
         <p> ( indecl.) </p>
         <p rend="start"> -es </p>
         <p rend="justify"> propago </p>
         <p rend="start"> -as </p>
         <p rend="start"> -inis </p>
         <p rend="justify"> singuli </p>
         <p rend="start"> -ae -a <lb/> -orum </p>
         <p rend="justify"> Come si può vedere, la ripartizione secondo omografia non distinta <lb/>
            avrebbe disposto sotto un’unica entrata entità linguistiche diverse, del <lb/> tipo:
            aggettivo della prima classe e sostantivo da esso derivato; sostantivo <lb/> della
            quarta declinazione e participio passato; verbi appartenenti a coniu- <lb/> gazioni
            diverse; aggettivo della seconda classe a tre uscite e sostantivo della <lb/> seconda
            declinazione in - <hi rend="italic">er</hi> ; sostantivi etimologicamente e
            semanticamente <lb/> diversi; avverbio in <hi rend="italic">-e</hi> e sostantivo con
            declinazione alla greca; verbo e so- <lb/> stantivo; aggettivo al plurale della prima
            classe e sostantivo maschile plu- <lb/> rale <note xml:id="ftn4" place="foot" n="4"> Si
               utilizza qui la classificazione morfologica tradizionale. </note> . </p>
         <p rend="justify"> Per ottenere la distinzione delle suindicate tipologie di lemmi, il si-
            <lb/> stema informativo richiede l’inserimento di un elemento discriminante a </p>
         <pb n="20" facs="LP/LP2_20.jpg"/>
         <p rend="justify"> livello di «descrittore» o lemma al nominativo. È stato perciò inserito
            in <lb/> coda al lemma il codice A o il codice B (e se necessario quello C e così <lb/>
            via) in modo da ottenere un <hi rend="italic">output</hi> più aderente alla prassi
            lessicografica tra- <lb/> dizionale: </p>
         <p rend="justify"> anatomicus [A] </p>
         <p rend="start"> -i </p>
         <p rend="justify"> anatomicus [B] </p>
         <p rend="start"> -a -um </p>
         <p rend="justify"> complexus [A] </p>
         <p rend="start"> -us </p>
         <p rend="justify"> complexus [B] </p>
         <p rend="start"> -a -um </p>
         <p rend="justify"> fundo [A] </p>
         <p rend="start"> -as </p>
         <p rend="justify"> fundo [B] </p>
         <p rend="start"> -is </p>
         <p rend="justify"> e così via </p>
         <p> II </p>
         <p rend="justify"> Gli altri due livelli di intervento sul lemmario, sempre nell’intento
            ge- <lb/> nerale di costruire connessioni tra i lemmi che lo compongono, si sono av-
            <lb/> valsi di alcune delle <hi rend="italic">facilities</hi> fornite da UNIDAS. È da
            notare tuttavia a <lb/> questo proposito che solo alcune delle numerose funzioni di
            strutturazione <lb/> del <hi rend="italic">thesaurus</hi> (lemmario) proprie di UNIDAS
            risultano utilizzabili a <lb/> questo specifico scopo. Tra esse infatti, quelle
            «esplicative» e quelle di <lb/> «equivalenza» non si presentano idonee, in quanto
            instaurano relazioni <lb/> tra elementi, uno solo dei quali è un «descrittore», ovvero
            una chiave di <lb/> accesso alla documentazione dei dati. Mentre è evidente che nel caso
            <lb/> delle entrate del lemmario del <hi rend="italic">Lessico filosofico</hi> tutti e
            due gli elementi della <lb/> relazione, cioè i lemmi, sono «descrittori», parole chiave
            che rinviano a <lb/> realtà lessicali effettivamente presenti nei documenti-contesto
            registrati in <lb/> memoria nella banca dati. Le «relazioni di affinità» previste dal
            sistema <lb/> sono le uniche a soddisfare alla condizione di collegare due
            «descrittori»; <lb/> sono queste che sono state quindi adottate, anche grazie alla
            proprietà di <lb/> reciprocità di cui godono, in base alla quale il reciproco di ogni
            relazione <lb/> viene generato automaticamente. </p>
         <p rend="justify"> Tra le «relazioni di affinità», in particolare, quelle «generiche» e
            <lb/> quelle «associative» hanno inoltre fornito una soluzione, almeno opera- </p>
         <pb n="21" facs="LP/LP2_21.jpg"/>
         <p rend="justify"> tiva, di due fra i maggiori problemi posti dalla lemmatizzazione: le
            varianti <lb/> grafiche e il rapporto participio-verbo. </p>
         <p rend="justify"> Per quanto riguarda le varianti grafiche, dove si situa il secondo
            livello <lb/> di intervento sul lemmario, si è adottata una relazione di tipo
            gerarchico, <lb/> ovvero subordinante, da porre tra le varie grafie; si è infatti
            ritenuto possi- <lb/> bile, anzi necessario, assumere una grafia base come entrata
            principale nel <lb/> lemmario, attribuendo quindi alle varianti il ruolo di entrate di
            rinvio al <lb/> lemma base <note xml:id="ftn5" place="foot" n="5"> Per l’individuazione
               della grafia base è stato adottato l’ <hi rend="italic">Oxford Latin </hi>
               <hi rend="italic">Dictionary</hi>
               <lb/> (Oxford 1982) che costituisce il punto di arrivo dei più aggiornati studi
               filologici relativi <lb/> al latino classico. Per i problemi posti dalle
               particolarità del latino secentesco, in special <lb/> modo neologismi, ci si è
               avvalsi degli strumenti attualmente disponibili, dal <hi rend="sc">Blaise,</hi>
               <lb/>
               <hi rend="italic">Dictionnaire latin-français des auteurs chrétiens,</hi> Turnhoult
               1954, al <hi rend="sc">Latham, </hi>
               <hi rend="italic">Revised</hi>
               <lb/>
               <hi rend="italic">mediaeval </hi>
               <hi rend="italic">latin word-list </hi>
               <hi rend="italic">from </hi>
               <hi rend="italic">british </hi>
               <hi rend="italic">and irish sources,</hi> London 1965, ai dizionari naziona- <lb/> li
               di latino medievale facenti capo all’Union Acedémique Internationale. </note> . </p>
         <p rend="justify"> È da notare a questo proposito che la grafia base viene assunta come
            <lb/> entrata principale nel lemmario anche se essa non è mai attestata nel lem- <lb/>
            mario stesso. Questo per due ordini di ragioni. Primo, perché ci si dispone <lb/> in
            questo modo ad accogliere integrazioni e arricchimenti di lemmi, tra i <lb/> quali
            potrebbe comparire la grafia base; secondo, perché quest’ultima costi- <lb/> tuisce in
            ogni caso l’entrata sotto la quale l’utente del <hi rend="italic">Lessico
            filosofico</hi> si <lb/> disporrà a ricercare in prima istanza un determinato vocabolo.
            Nel caso <lb/> dunque che la <hi rend="italic">voce</hi> del <hi rend="italic">Lessico
               filosofico</hi> venga costruita intorno ad una <lb/> entrata che sia una grafia
            secondaria (in quanto essa è l’unica attestata nei <lb/> contesti), la struttura
            precedentemente elaborata permette di porre una <lb/> entrata di rinvio dalla grafia
            base a quella sotto cui la <hi rend="italic">voce</hi> si trova effetti- <lb/> vamente
            nel <hi rend="italic">Lessico.</hi>
         </p>
         <p rend="justify"> Poiché la relazione gerarchica pone: </p>
         <p rend="start"> A ha un <hi rend="italic">broader term</hi> che è B </p>
         <p rend="justify"> il reciproco, automaticamente generato dal sistema, è: </p>
         <p rend="justify"> B ha un <hi rend="italic">narrower term</hi> che è A. </p>
         <p rend="justify"> Per cui si avrà nel lemmario: </p>
         <table rend="frame" xml:id="Table1">
            <row>
               <cell rend="start"> humidus </cell>
               <cell rend="start"> BT </cell>
               <cell rend="start"> umidus </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> -a-um </cell>
               <cell/>
               <cell rend="start"> -a-um </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> umidus </cell>
               <cell rend="start"> NT </cell>
               <cell rend="start"> humidus </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> -a-um </cell>
               <cell/>
               <cell rend="start"> -a-um </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> janua </cell>
               <cell rend="start"> BT </cell>
               <cell rend="start"> ianua </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> -ae </cell>
               <cell/>
               <cell rend="start"> -ae </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> ianua </cell>
               <cell rend="start"> NT </cell>
               <cell rend="start"> janua </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> -ae </cell>
               <cell/>
               <cell rend="start"> -ae </cell>
            </row>
         </table>
         <pb n="22" facs="LP/LP2_22.jpg"/>
         <table rend="frame" xml:id="Table2">
            <row>
               <cell rend="start"> lubitus </cell>
               <cell rend="center"> BT </cell>
               <cell rend="center"> libitus </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="center"> -US </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -us </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> libitus </cell>
               <cell rend="center"> NT </cell>
               <cell rend="center"> lubitus </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="center"> -us </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -us </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> monstrosus </cell>
               <cell rend="center"> BT </cell>
               <cell rend="center"> monstruosus </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="center"> -a-um </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -a-um </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> monstruosus </cell>
               <cell rend="end"> NT </cell>
               <cell rend="center"> monstrosus </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="center"> -a-um </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -a-um </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> negligentia </cell>
               <cell rend="center"> BT </cell>
               <cell rend="center"> neglegentia </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> neglegentia </cell>
               <cell rend="end"> NT </cell>
               <cell rend="center"> negligentia </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> poenitentia </cell>
               <cell rend="center"> BT </cell>
               <cell rend="center"> paenitentia </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> paenitentia </cell>
               <cell rend="center"> NT </cell>
               <cell rend="center"> poenitentia </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> sybilla </cell>
               <cell rend="center"> BT </cell>
               <cell rend="center"> sibylla </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> sibylla </cell>
               <cell rend="center"> NT </cell>
               <cell rend="center"> sybilla </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -ae </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> tenta tio </cell>
               <cell rend="center"> BT </cell>
               <cell rend="center"> temptatio </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> -onis </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -onis </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> temptatio </cell>
               <cell rend="center"> NT </cell>
               <cell rend="center"> tentatio </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="center"> -onis </cell>
               <cell/>
               <cell rend="center"> -onis </cell>
            </row>
         </table>
         <p rend="justify"> Vale a dire: <hi rend="italic">humidus</hi> ha un «termine» più
            comprensivo e sovraordinan- <lb/> te in quanto grafia base, che è <hi rend="italic"
               >umidus</hi> : mentre <hi rend="italic">umidus</hi> ha un «termine» <lb/> meno
            comprensivo e subordinato che è <hi rend="italic">humidus,</hi> sua variante grafica.
            Ana- <lb/> logamente per gli altri esempi. </p>
         <p rend="justify"> Per cui nel <hi rend="italic">Lessico filosofico</hi> (in assenza di
            attestazioni della grafia base <lb/> nei contesti) si avrà: </p>
         <p rend="start"> umidus v. humidus </p>
         <p rend="start"> humidus <hi rend="italic">voce</hi>
         </p>
         <p rend="start"> ianua v. janua </p>
         <p rend="start"> janua <hi rend="italic">voce</hi>
         </p>
         <p rend="start"> e così via. </p>
         <p rend="justify"> Nel caso più frequente, invece, in cui ambedue le grafie, quella base e
            <lb/> quella o quelle secondarie, siano presenti nei contesti e quindi anche nel <lb/>
            lemmario, le strutture BT e NT permettono al sistema informativo di segna- <lb/> lare la
            grafia base e di fornire al redattore un tabulato della <hi rend="italic">voce</hi>
            effettiva- </p>
         <pb n="23" facs="LP/LP2_23.jpg"/>
         <p rend="justify"> mente completo, costituito da tutti i contesti relativi a quel lemma.
            Questi, <lb/> infatti, possono presentarsi disposti sotto entrate anche alfabeticamente
            <lb/> lontane e risultare quindi non facilmente reperibili a una consultazione ma- <lb/>
            nuale del lemmario, sempre passibile di omissioni. </p>
         <p rend="justify"> Alla soluzione adottata per le varianti grafiche sono stati assimilati
            <lb/> quei casi in cui si riteneva similmente opportuno scegliere un’entrata unica;
            <lb/> come per i sostantivi a doppio genere <hi rend="italic">(antidotum,-i</hi> / <hi
               rend="italic">antidotus,-i-, commen-</hi>
            <lb/>
            <hi rend="italic">tarius,-ii/ commentarium,-ii)</hi> e per quelli a doppia declinazione
            (prima e <lb/> quinta, alla greca, o mista: <hi rend="italic">barbaria,-ae / </hi>
            <hi rend="italic">barbaries</hi>
            <hi rend="italic">,-ei-, dialectica,-ae / dialecti-</hi>
            <lb/>
            <hi rend="italic">ce,-es; metaphysica,-ae/metaphisice,-es; methodus,-i/methodos,-i·,
            </hi>
            <hi rend="italic">optica,</hi>
            <hi rend="italic">-</hi>
            <lb/>
            <hi rend="italic">ae</hi> / <hi rend="italic">optice, - </hi>
            <hi rend="italic">es).</hi> Anche questi termini sono stati collegati tramite BT e NT. </p>
         <p>
            <anchor type="bookmark-start" xml:id="id_bookmark0"/> III <anchor type="bookmark-end"
               corresp="#id_bookmark0"/></p>
         <p rend="justify"> Infine, il terzo livello di intervento sul lemmario. Come si è detto,
            esso <lb/> include la lemmatizzazione dei participi presenti e passati, un problema
            <lb/> 'angoscioso’ per i lessicografi <note xml:id="ftn6" place="foot" n="6"> Cfr. A.
               DURO, <hi rend="italic"> Un angoissant problème de lemmatisation: le traitement du
                  participe<hi/>, <lb/>in <hi rend="italic">Proceedings of the Second International
                     Round Table Conference on Historical Lexi-<lb/>cography</hi>, Leyde, Mai, 1977,
                  Cinnaminson, N. J., USA 1980, pp. 117-148.</hi>
            </note> . Data la natura particolare del <hi rend="italic">Lessico filo-</hi>
            <lb/>
            <hi rend="italic">sofico,</hi> le cui <hi rend="italic">voci</hi> sono costituite, per
            la sua sezione latina, da termini scelti <lb/> per la loro rappresentatività nella
            terminologia latina in uso nel dibattito <lb/> filosofico europeo dei secoli XVII e
            XVIII, la soluzione di questo proble- <lb/> ma non poteva essere di tipo puramente
            grammaticale, né basata su una <lb/> norma generale. In questa prospettiva, la
            valutazione della funzione assunta <lb/> nei contesti da una data forma viene fatta
            valere di volta in volta come <lb/> discriminante per la determinazione dell’entrata
            della <hi rend="italic">voce.</hi>
         </p>
         <p rend="justify"> Anche in questo caso si è voluto mirare ad una soluzione operativa. Per
            <lb/> i participi si è trattato di ovviare alla dispersione delle forme appartenenti
            <lb/> ad uno stesso verbo o da esso derivate, e quindi di fornire al redattore della
            <lb/>
            <hi rend="italic">voce</hi> una documentazione esaustiva che raccogliesse tutte le
            attestazioni. <lb/> Solo alla luce di una valutazione complessiva è infatti possibile
            passare al <lb/> vaglio le lemmatizzazioni precedenti, realizzate in una fase in cui non
            era <lb/> ancora attuabile un esame riassuntivo dell’estensione della nozione filosofica
            <lb/> sottesa da ciascun lemma. Viene fatta così valere la possibilità di operare ca-
            <lb/> so per caso una scelta corretta, decidendo ora di incentrare la voce intorno al
            <lb/> verbo all’indicativo, con partizioni interne, costituite dal participio pre- <lb/>
            sente, dal participio passato e dal sostantivo neutro deverbale; oppure, al <lb/>
            contrario, optando per l’impostazione di più voci autonome, costituite volta </p>
         <pb n="24" facs="LP/LP2_24.jpg"/>
         <p rend="end"> a volta dal participio presente, dal participio passato (i quali spesso
            assu- <lb/> mono funzione di aggettivo e talvolta di sostantivo) e dal sostantivo
            neutro. </p>
         <p rend="justify"> In tale ambito problematico l’applicazione della relazione associativa
            di <lb/> tipo coordinante, <hi rend="italic">related term,</hi> è sembrata la più
            confacente agli scopi <lb/> da raggiungere, essendo dotata anch’essa, tra l’altro, della
            proprietà di reci- <lb/> procità che genera automaticamente la relazione inversa <note
               xml:id="ftn7" place="foot" n="7"> Per l’applicazione del codice RT è stato adottato
               come dizionario di riferimento il <lb/>
               <hi rend="italic">Latin </hi>
               <hi rend="italic">dictionary</hi> di Lewis and Short. Esso infatti è fra quei
               dizionari, come il <hi rend="italic">Thesaurus</hi>
               <lb/>
               <hi rend="italic">linguae </hi>
               <hi rend="italic">latinae</hi> (non ancora ultimato) e il Forcellini (assai antico),
               che raggruppa forte- <lb/> mente più sottolemmi sotto un’unico lemma di entrata,
               riducendo così il numero comples- <lb/> sivo delle entrate stesse. Le scelte operate
               in questo ambito dal Lewis and Short, sulla <lb/> base delle leggi morfologiche e
               lessicali della lingua latina, vengono comunque verificate <lb/> sul più recente <hi
                  rend="italic">Oxford latin </hi>
               <hi rend="italic">dictionary</hi> che, pur adottando per le entrate il criterio
               opposto <lb/> (le formazioni derivate grammaticalmente hanno voci autonome, se
               sufficientemente les- <lb/> sicalizzate), fornisce nell’ <hi rend="italic"
               >incipit</hi> di ogni voce indispensabili indicazioni sulle relazioni <lb/>
               grammaticali, morfologiche, etimologiche e semantiche con gli altri lemmi. </note> . </p>
         <p rend="justify"> Così abbiamo nel lemmario: </p>
         <p rend="start"> abstractus RT abstraho </p>
         <p rend="start"> abstraho RT abstractus </p>
         <p rend="justify"> E ancora: </p>
         <table rend="frame" xml:id="Table3">
            <row>
               <cell rend="start"> causatus </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> causor </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> creatus </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> creo </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> demonstratus </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> demonstro </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> informatus </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> informo </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> relatus </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> refero </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> significatus </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> significo </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> subiectus </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> subicio </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> agens </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> ago </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> consequens </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> consequor </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> integrans </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> integro </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> intellegens </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> intellego </cell>
            </row>
         </table>
         <p rend="start"> tutti con le loro reciproche relazioni. </p>
         <p rend="justify"> Anche nel caso dell’applicazione del <hi rend="italic">related
            term,</hi> come già per il <lb/>
            <hi rend="italic">broader term,</hi> e per le medesime ragioni, il termine correlato che
            pos- <lb/> siede una maggiore comprensività (la grafia base per il BT, il verbo all’in-
            <lb/> dicativo per l’RT) entra a far parte del lemmario anche se non è presente <lb/>
            effettivamente nei contesti. </p>
         <p rend="end"> Oltre che nelle tipologie precedenti, la relazione coordinante RT è <lb/>
            stata ritenuta un efficace sussidio anche nella esplicitazione di altre con- </p>
         <pb n="25" facs="LP/LP2_25.jpg"/>
         <p rend="justify"> nessioni di tipo coordinante che si riteneva necessario instaurare tra i
            <lb/> lemmi. E particolarmente nel rapporto già accennato tra sostantivo neutro <lb/>
            deverbale e verbo, in quello tra aggettivo e aggettivo sostantivato, tra <lb/> lemmi
            corradicali e tra entrate altrimenti distinte, per le quali si vuole se- <lb/> gnalare
            al redattore un collegamento. </p>
         <p rend="justify"> Esempi di queste tipologie sono: </p>
         <table rend="frame" xml:id="Table4">
            <row>
               <cell rend="start"> aggregatum,-i </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> aggrego </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> beneplacitum,-i </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> beneplaceo </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> mixtum, -i </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> misceo </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> praedicatum-i </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> praedico </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> subiectum,-i </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> subicio </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> ablativus,-i </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> ablati vus, -a-um </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> bonum,-i </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> bonus,-a-um </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> mathematica,-ae </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> mathematicus,-a-um </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> sacrum, -i </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> sacer,-cra-crum </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> simile, -is </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> similis, -e </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> subdi tus, -i </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> subdi tus,-a-um </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> alchymia </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> chymia </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> alchymista </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> chymista </cell>
            </row>
            <row>
               <cell rend="start"> diastole </cell>
               <cell rend="start"> RT </cell>
               <cell rend="start"> sistole </cell>
            </row>
         </table>
         <p rend="start">
            <figure>
               <p> Il tabulato che segue, stralciato dalla lettera A, costituisce un esem- <lb/> pio
                  del risultato complessivo ottenuto con l’introduzione delle strutture di <lb/>
                  relazione fin qui descritte. Si può rilevare che la loro adozione all’interno
                  <lb/> di un sistema di documentazione automatica ha generato un risultato dina-
                  <lb/> mico, con la produzione di nuove entrate nel lemmario e la formazione di
                  <lb/> «grappoli» di <hi rend="italic">related terms, broader terms</hi> e <hi
                     rend="italic">narrower terms,</hi> assenti dal <lb/> lemmario di partenza, non
                  strutturato. Questo ha permesso di ottenere, <lb/> sotto forma di tabulati,
                  materiali lessicali fortemente elaborati, in qualità <lb/> di strumenti ottimali
                  per la redazione delle <hi rend="italic">voci</hi> del <hi rend="italic">Lessico
                     filosofico dei</hi>
                  <lb/>
                  <hi rend="italic">secoli XVII e XVIII.</hi>
               </p>
            </figure>
         </p>
         <p>
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