<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
    <teiHeader>
        <fileDesc>
            <titleStmt>
                <title>Questioni scettiche. Letture introduttive al pirronismo antico</title>
                <author>
                    <name>Emidio</name>
                    <surname>Spinelli</surname>
                </author>
            </titleStmt>
            <publicationStmt>
                <authority>ILIESI-CNR</authority>
                <availability>
                    <p>Biblioteca digitale Progetto Agora</p>
                </availability>
            </publicationStmt>
            <sourceDesc>
                <bibl>
                    <title level="m">Questioni scettiche. Letture introduttive al pirronismo antico</title>
                    <author>Emidio Spinelli</author>
                    <title level="a">I Saggi</title>
                    <publisher>Lithos</publisher>
                    <editor/>
                    <pubPlace>Roma</pubPlace>
                    <idno type="isbn"/>
                    <biblScope>2005, pp. </biblScope>
                    <date/>
                </bibl>
            </sourceDesc>
        </fileDesc>
    </teiHeader>
   <text>
      <body>
          <p rend="pb"><pb n="IX" facs="Spinelli_IX.jpg"/></p>
              <p><hi rend="it">PREMESSA</hi></p>
         <p><hi rend="it">Viene qui raccolta una serie di contributi precedentemente editi in ri-<lb/>viste o volumi miscellanei, non sempre e non tutti facilmente reperibili o<lb/>consultabili. La spinta fondamentale a rimettere insieme i saggi qui ripre-<lb/>sentati - con titoli diversi sì, ma sostanzialmente riproposti nella loro ori-<lb/>ginaria struttura e solo in pochissimi punti sottoposti a minime modifiche<lb/>di forma o arricchiti da ulteriori rinvìi bibliografici - non è unicamente e<lb/>principalmente quella di renderli più accessibili alla lettura di un pubbli-<lb/>co più ampio, composto, auspicabilmente, non di soli ‘specialisti’, ma an-<lb/>che di studenti e studiosi interessati alla filosofia antica. In realtà la vera<lb/>motivazione che si lascia cogliere dietro questo progetto editoriale è in-<lb/>sieme più radicale e forse anche più ambiziosa. I lavori che qui vengono<lb/>riproposti sono caratterizzati infatti da una forte unità tematica, dettata<lb/>dal privilegio concesso, come oggetto di indagine, a Sesto Empirico, sicu-<lb/>ramente il più famoso e forse anche il più illustre - perfino teoreticamen-<lb/>te - fra i rappresentanti a noi noti della tradizione antica del cosiddetto<lb/>neo-pirronismo. Anzi, a voler essere ancor più precisi, letti secondo que-<lb/>st’ottica i vari lavori assemblati in questo volume possono essere forse<lb/>considerati come capitoli concatenati di un disegno unitario e omogeneo.</hi></p>
         <p><hi rend="it">Da questo punto di vista il saggio di apertura costituisce in qualche<lb/>modo la preliminare - o meglio ancora: storicamente necessaria - via<lb/>d’accesso alle questioni di dettaglio affrontate negli altri contributi. Esso<lb/>è infatti caratterizzato da una sorta dì panoramica delle due grandi cor-<lb/>renti scettiche del pensiero antico (quella accademica e quella pirronia-<lb/>na/neo-pirroniana) e da una sintetica ricostruzione tanto delle linee di<lb/>fondo che animano i loro differenti modi di intendere la filosofia quanto<lb/>delle interpretazioni che questi ultimi hanno suscitato nella riflessione de-<lb/>gli interpreti contemporanei.</hi></p>
         <p><hi rend="it">Dopo aver garantito un simile quadro di insieme, il senso globale di<lb/>tutti gli altri capitoli di questa raccolta si sviluppa in modo chiaro e, spe-<lb/>ro, coerente. Di volta in volta, infatti, essi si concentrano su alcuni snodi<lb/>centrali del pensiero neo-pirroniano, assumendo come punto di riferimen-<lb/>to testuale - non unico, ma sicuramente privilegiato - quella che secondo<lb/>molti studiosi viene a ragione considerata l’opera più significativa di Se-<lb/>sto: i  </hi>Lineamenti pirroniani.</p>
         <p><hi rend="it">Si tratta di un testo che, soprattutto nel primo dei suoi tre libri, pre-<lb/>senta un vero e proprio tentativo di auto-giustificazione filosoficamente<lb/></hi>
         </p>
          <p rend="pb"><pb n="X" facs="Spinelli_X.jpg"/></p>
          <p><hi rend="it">fondata e teoricamente profonda dei punti-cardine della versione pirro-<lb/>niana dello scetticismo antico. In tal senso un ruolo di primo piano, qui<lb/>analizzato in dettaglio nel secondo capitolo, spetta senz’altro all’elabora-<lb/>zione della cosiddetta ‘tropologia scettica’ e alla strategia filosofica rin-<lb/>venibile dietro la potente batteria di strumenti polemici costituita dai ‘die-<lb/>ci modi della sospensione del giudizio’, utilizzati in ambito scettico contro<lb/>la pretesa superbia intellettuale mostrata su piani e campi diversi dal pen-<lb/>siero dogmatico appartenente a varie scuole e indirizzi.</hi></p>
         <p><hi rend="it">Proprio nel suo sforzo continuo di demolizione di alcuni elementi ba-<lb/>silari delle filosofie dogmatiche rivali, del resto, la tradizione neo-pirro-<lb/>niana è riuscita a offrire all’agenda filosofica una serie di critiche, che<lb/>hanno lasciato il segno non solo nella riflessione antica, ma indubbia-<lb/>mente - ancora e sempre - anche in quella contemporanea. E quanto si la-<lb/>scia cogliere con chiarezza dietro le pagine sestane dedicate ad esempio<lb/>all’esame di nozioni logiche di primo piano, come quelle di induzione e<lb/>definizione o all’attacco radicale contro il concetto stesso di causa, senza<lb/>dubbio uno dei capisaldi di una visione del pensiero filosofico riassumibi-<lb/>le nella fortunata formula dello </hi>scire per causas<hi rend="it"> (oggetto di attenzione, ri-<lb/>spettivamente, nel terzo e nel quarto capitolo).</hi></p>
          <p><hi rend="it">Una </hi>vulgata <hi rend="it">in fondo abbastanza superficiale, ma troppo spesso passi-<lb/>vamente ripetuta e accettata, infine, tende a presentare lo scetticismo an-<lb/>tico - e forse ogni forma di scetticismo - unicamente nel suo aspetto di</hi><lb/>pars destruens<hi rend="it">, sempre pronto a radere al suolo il fortino filosofico del<lb/>dogmatismo, ma strutturalmente incapace di avanzare una propria propo-<lb/>sta o addirittura condannato a una sorta di costitutiva e sterile inattività,<lb/>assimilabile alla statica vita di una pianta. Contro questo luogo comune,<lb/>alimentato spesso da una più o meno profonda ignoranza dei testi, so-<lb/>prattutto di quelli antichi, gli ultimi due capitoli di questo volume tentano<lb/>invece di mostrare, entrando ancora una volta nel cuore di alcuni passi si-<lb/>gnificativi dei</hi> Lineamenti pirroniani<hi rend="it"> debitamente confrontati con altri luo-<lb/>ghi paralleli sestani di contenuto analogo, come e quanto il neo-pirroni-<lb/>smo antico possa e debba essere valutato nella sua forza di genuina filo-<lb/>sofia, in grado di svelare pienamente il lato costruttivo del suo progetto<lb/>teorico e pratico. Così, il quinto capitolo insiste soprattutto sulla possibi-<lb/>lità e sui limiti di praticabilità da parte dello scettico di una vera ricerca<lb/>filosofica, senza trascurare le linee-guida di una sua legittima 'filosofia<lb/>del linguaggio' volta all’esito pragmatico di un efficace scambio comuni-<lb/>cativo. Insistendo su questa linea interpretativa, infine, il sesto capitolo<lb/>rappresenta quasi il culmine ideale di tutta la trattazione precedente. Sul-</hi></p>
         <p><hi rend="it">lo sfondo della critica dogmatica più forte mossa contro la vivibilità stes-<lb/></hi>         </p>
          <p rend="pb"><pb n="XI" facs="Spinelli_XI.jpg"/></p>
          <p><hi rend="it">sa dell’opzione scettico-pirroniana, vengono infatti puntualmente ripro-<lb/>poste le contro-obiezioni avanzate da Sesto, che mirano ad assicurare an-<lb/>che allo scettico, anzi forse soprattutto se non unicamente a lui, una serie<lb/>di punti di riferimento in grado di garantirgli un sereno orientamento nel<lb/>mondo e insieme una giustificazione del suo agire quotidiano filosofica-<lb/>mente accettabile, benché priva di qualsiasi pretesa ontologicamente o<lb/>eticamente forte.</hi></p>
         <p><hi rend="it">Leggendo in quest’ordine, quasi come in un crescendo, i saggi di que-<lb/>sto volume e seguendo passo dopo passo le critiche, le argomentazioni, le<lb/>posizioni di Sesto e del movimento di pensiero che egli così degnamente<lb/>rappresenta o ricapitola sarà forse possibile avvicinarsi al neo-pirronismo<lb/>antico come a una delle correnti filosofiche a mio avviso più attraenti e<lb/>senza dubbio storicamente più ricche di ‘posterità teorica’.</hi></p>
         <p><hi rend="it">L’auspicio di carattere generale è che tutto ciò contribuisca a mante-<lb/>nere vivo in noi, nani di una contemporaneità troppo spesso dimentica del<lb/>passato, il valore e la forza del messaggio che costantemente ci proviene<lb/>dai giganti - più o meno ‘alti’ - della nostra tradizione.</hi></p>
         <p><hi rend="it">***</hi></p>
         <p><hi rend="it">Ferma restando la responsabilità totale e unica di chi scrive per qualsiasi<lb/>errore o dimenticanza, nel chiudere questa breve premessa non posso non rin-<lb/>graziare tutti coloro che hanno avuto la pazienza e la bontà - all’epoca - di<lb/>leggere questi miei contributi. Senza citarli qui tutti, mi limito a rinviare al-<lb/>le note specifiche dei singoli capitoli, in cui il loro positivo apporto viene<lb/>opportunamente ricordato. Alcuni di loro, però, meritano una citazione<lb/>speciale, se non altro perché con loro il dialogo, il confronto, a volte anche</hi></p>
         <p><hi rend="it">il costruttivo dissenso non è cessato mai e non sembra voler cessare, fortu-<lb/>natamente: a loro, dunque, a Mauro Bonazzi, Riccardo Chiaradonna e An-<lb/>na Maria Ioppolo va un grazie ancor più convinto e sincero.</hi></p>
         <p><hi rend="it">Per il prezioso aiuto nella redazione tipografica, nella correzione delle<lb/>bozze e nella composizione degli indici voglio infine ringraziare Caterina<lb/>Mulieri.</hi></p>
         <p><hi rend="it">Roma, agosto 2005</hi></p>
         <p>Emidio Spinelli</p>
      </body>
   </text>
</TEI>