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Tractatus de intellectus emendatione su
cui si basano gli indici che
seguono – index locorum e indice
di frequenza dei lemmi – è quello dell’edi-
zione degli Opera
di Spinoza apparsa nel 1925 a cura di Carl GebhardtTractatus de intellects emendatione, et de via, qua optime in
veram rerum cognitionem dirigitur, inSpinoza
Opera. Im Auftrag der Heidelberger Akademie der Wissenschaften hrsg. von C.
Geb-
hardt, Heidelberg 1925; rist. anast.: vol. II, Heidelberg 1972, pp. 5-40 (si
veda anche la Textge-staltung di Gebhardt alle pp.
319-340). Di seguito questa edizione verrà citata come Opera.
Oxford Latin Dictionary,
quale dizionario di riferimento, e degli altri
dizionari latini utilizzati, presso il
Lessico Intellettuale Europeo, nel lavoro
redazionale del Lessico filosofico dei secoliXVII e
XVIII
Come si è detto, nello spoglio integrale del TIE si è utilizzato
il testo messo
a punto da Carl Gebhardt, non essendo ancora disponibile una nuova
edizioneTIE si sta occupando, uno strumento
che potrà contribuire a tale lavoro, per-
mettendo confronti e rispondendo, anche
con dati statistici, ai numerosi proble-
mi filologici che questo testo presenta in
maniera particolare. D’altra parte,
durante l’elaborazione di un indice informatico
lemmatizzato si sollevano, a
loro volta, alcune questioni che comportano delle
scelte in sede lessicografica:
ad esempio, se all’interno dell’Index locorum non si debbano distinguere – in un
elenco a parte – i termini
relativi alle note, o invece, come poi si è fatto, non si
debba considerare il testo
come un tutt’uno, indicando, nel riferimento pagi-
na/riga, quando il lemma è
attestato in notaOpera posthuma avverte il
lettore
che tutte le note al testo sono di Spinoza: «nam Auctor in
Annotationibus, quas ipse addidit
[...]» (OP, Praefatio, p. 31; ristampata, con la versione neerlandese a
fronte, in F. Akkerman,Studies in the
posthumous Works of Spinoza, on style, earliest translation and reception,
earliest and modernedition of some texts, Groningen 1980, pp. 217-257:
251).
Utilizzando l’Oxford Latin Dictionary – che si basa su spogli di
autori clas-
sici – per la definizione della nomenclatura dell’Index locorum, si è tenuto con- Lessico filosofico
particolare a spogli informatici di
testi, si vedano, tra gli altri: A. Duro, Pour un Thesaurus mediaeet recentioris latinitatis, in
In generale inoltre, si constata la presenza di varianti grafiche abbastanza
diffuse
nel latino del XVII secolo dovute alla sostituzione della ‘j’ alla ‘i’ del
latino
classico in termini quali, ad esempio, «adjectivari» (verbo che per altro
non
compare nell’Ethica ed è presente una sola volta nel TIE), «circumjacens»,
«conjicio» «conjectura», «jungo» e
«conjungo», «jusjurandum», «objectivus»,
«objectum», «praejudicium» e «subjectum».
Altre varianti sono la forma «le-
thalis» rispetto alla grafia classica «letalis» e
l’uso della forma arcaizzante «ad-
fero» al posto di «affero». Da notare che mentre
nel TIE le due occorrenze del
verbo «affero» sono
attestate con la variante «adfero» (Opera, II, 34, 32 e
9,
24), nell’Ethica si registra l’uso di entrambe le forme
(Opera, II, 253, 6; 250,
12; 275, 10). Una totale
uniformità tra il TIE e l’Ethica si
osserva ad esempio
nei verbi «conjicio», «objicio» e «rejicio», nella grafia di
«existo» ed «existen-
tia», nella riduzione del dittongo ‘ae’ ad ‘e’ nel termine
«pretium».
Il TIE presenta 11.070 occorrenze di parole con 2.726 forme
riconducibili
a 1.184 lemmi, oltre a una parola greca (l’articolo determinativo
τό: Opera, II,
15, 24). I dati si riferiscono all’intero
testo, comprese le note; non si è tenuto
conto delle parole neerlandesi e latine
introdotte da Gebhardt tra parentesi
uncinate, che ovviamente non sono registrate
neanche negli indiciOP con la traduzione
neer-
landese dell’opera nei Nagelate Schriften (le parole
latine sono note marginali nella traduzione);
cfr. Opera,
II, Textgestaltung, pp. 320-321. Si elencano di seguito tali
espressioni neerlandesi e lati-
ne tra parentesi uncinate nel testo: <(indien
men dus mag spreken)> 7, 8; <Vooreerst> 8, 32;
<ten darden> 9, 3;
<ten vierden> 9, 6; <ten vijfden> 9, 9; <et scopum> 9, 16;
<of> 12, 13; <dat
is> 13, 15; <verstaan noch> 16, 31; <en
eindelijk> 19, 1; <in existendo> 19, 31; <, zo blijft
de
twijffeling> 30, 17-18; <wetterlijk, of behorelijk> 34n, 34.
Registrando 442 lemmi con una sola occorrenza, 175 lemmi con 2 occor- Cfr.
renze, 96
lemmi con 3 e 246 con meno di 10 occorrenze, il TIE
documenta
e già nell’Admonitio ad lectorem,
sottolineata rozzezza dello stile
vole Lector,
jam multos ante annos ab Auctore fuit conscriptus [...] et, ut etiam multa
obscura,
rudia adhuc, et impolita, quae in eo hinc inde occurrunt, condonare non
graveris, horum ne
inscius esses, admonitum te quoque esse voluimus» (Opera, II, p. 4). Si veda anche la Praefatio
agli OP, p. 31.
oscillazione terminologica), che appare ancora più significativa quando si
con-
frontano i dati lessicali generali con quelli riscontrabili nello spoglio
informati-
co dell’Ethica che, con un numero complessivo di
66.916 occorrenze (sei volte
il testo del TIE), presenta
2.309 lemmi, quindi appena il doppio di quelli regi-
strati nel
TractatusM. Gueret - A. Robinet - P. Tombeur, Spinoza Ethica. Concordance, Index, Liste defréquences, Tables
comparatives, Louvain-la-Neuve 1977, p. XIX.
Dal confronto con lo spoglio dell’Ethica, risulta che 278 lemmi
(parole
piene e parole vuote) sono attestati solo nel TIE. Di
alcuni di particolare inte-
resse ai fini dell’individuazione della fisionomia
terminologica dell’opera, si dà
di seguito l’elenco:
Abbastanza significativa è la presenza di una terminologia di ascendenza
baconiana
(da segnalare, ad esempio, il sintagma augmentum scientiarumOpera, II, p. 6).
to ai termini emendo,
emendatio, experimentum,
expurgo, inquisitio,
institutum, instrumen-tum etc.) che accompagna per
così dire il leitmotiv della «emendatio intellec-
Per una comprensione adeguata del concetto chiave dell’«emendatio
intellectus»
occorre innanzitutto un’analisi ravvicinata del campo semantico
del termine
«emendatio». In generale, nella lingua latina si distinguono tre
accezioni del
termine: grammatico-retorica, etico-pedagogica e giuridica. Si
vedano in generale le
numerose fonti citate nel Thesaurus linguae Latinae, tra
cui
figurano accezioni che legano il termine «emendatio» a una tradizione
etico-
logica: «ingenia puerorum nimia emendationis severitate
deficere»
(Quintilianus, Institutio oratoria, 2, 4, 13) –
fonte già citata nel lessico di Cale-
pino –; «nisi pravae mentis errorem revertendo
ad veram fidem consilii
emendatione correxerint» (Codex
Theodosianus, 16, 6, 4)Thesaurus linguae Latinae, cit., vol. V, pars altera,
1931-1943, coll. 454 e 456. Lo spa-
ziato in tutti i testi citati è
nostro.
TIE ricorre due volte, di cui una volta nel
titolo, in
un’accezione gnoseologica:
Loquor de vera dubitatione in mente, et non de ea, quam passim videmus
contingere,
ubi scilicet verbis, quamvis animus non dubitet, dicit quis se dubi-
tare: non est
enim Methodi hoc emendare; sed potius pertinet ad inquisitio-
nem pertinaciae, et
ejus emendationem (Opera, II, 29).
per lo più le accezioni etica,
giuridica e politica del termineemendatio presenti
nella banca dati del LIE (i contesti sono ordinati
secondo la data di pubblicazione delle prime
edizioni delle opere): «Atque status
emendatio in civilibus non sine vi et perturbatione
procedit» (Bacon, NO, 221); «unde necesse est sequi emendationem
status hominis, et
ampliationem potestatis ejus super naturam» (NO, 364); «Quamobrem id nunc agatur, ut Fontes
Justitiae et Utilitatis
Publicae petantur, et in singulis Juris partibus Character quidam et Idea
Justi
exhibeatur, ad quam particularium regnorum et rerumpublicarum leges probare, atque
inde
emendationem moliri, quisque cui hoc cordi erit et curae possit» (Bacon, AS, 803); «Cum
tamen pius ut
fuerit, id est recte conformatus, exinde Deum placari ipsa Conscientia dictat.
Ista
igitur a Concionatoribus magno Bono nostro excutiuntur. Recte conformatur,
si emendatio-
nem vitae propositam habeas, si spem non excludat, etc. quae sunt
Notitiae Communes: pro-
batur ex Sensu Interno» (Herbert of
Cherbury, Ver, 121); «Quod etiam nisi faxit
Sacerdos,
vix aliquid (puto) ex ejus Revelatione statuerit prudens Laicus, quod
non etiam citra illa amplec-
teretur scilicet Emendationem vitae et similia, quae
in foro interno describi supra monui-
mus» (Ver, 227-228);
«Ne qui laesus est, ab eodem malum patiatur, tribus modis curari potest:
primum
si tollatur qui deliquit, deinde si vires nocendi ei adimantur, postremo si malo
suo
dedoceatur delinquere; quod cum emendatione, de qua jam egimus, conjunctum
est»Groot, JB, III, 269-274);
«His distinctionibus positis, dicemus, neminem delicti immunem, ob
delictum
alienum, puniri posse. Cujus rei ratio vera non est ea, quam adfert Paulus
jurisconsul-
tus, quod poenae constituantur in emendationem hominum: nam exemplum
videtur sta-
tui posse etiam extra personam delinquentis, in ea tamen persona,
quae ipsum tangat, ut mox
dicemus» (JB, III, 426);
«Videamus autem an haec ita consuetus studiorum cultus praestet, ut si
quid
animadvertamus desiderari, facilius de emendatione cogitatio suscipi possit» (Ko-menskỳ,
Strettamente legati ad «emendatio» sono nel TIE i termini
«emendo» –
con quattro occorrenze rispetto a una sola nell’Ethica –, «medeor» (con una
occorrenza) ed «expurgo» (una occorrenza). Termini
che ricorrono in espres-
sioni semanticamente affini: «medendi intellectus»,
«expurgandi intellec-
tus»
initio licet,
expurgandi, ut feliciter res absque errore, & quam optime intelligat» (Opera, II,
p. 9).
emendari [...]»
emendandum scilicet intellectum, eumque aptum reddendum ad res tali
modo intelligen-
das, quod opus est, ut nostrum finem assequamur» (Opera, II, p. 9); «Versatur itaque idea falsa,
vel (ut
melius loquar) refertur ad existentiam rei, cujus essentia cognoscitur, sive circa
essentiam
eodem modo, ac idea ficta. Quae ad existentiam refertur, emendatur
eodem modo, ac fic-
tio: nam si natura rei notae supponat existentiam
necessariam, impossibile est, ut circa existen-
tiam illius rei fallamur» (Opera, II, p. 25). Si vedano anche i contesti di emendo nel Tractatus
theolo-gico-politicus e nell’
TIE ritorna una terminologia
logico-gnoseologica
incentrata su «intellectus» e derivati, tra cui «intellectivus»
(una occorrenza) e
«intelligibilis» (sei occorrenze) non ricorrono nell’Ethica, mentre il termine
«intellectio» risulta, con sei
occorrenze rispetto a due nell’Ethica, con una fre-
quenza
relativa nettamente più elevata.
Si dà di seguito l’elenco, con il numero delle occorrenze, dei termini latini medievali
e
recenziori presenti nel TIE, non attestati nei seguenti
dizionari : Oxford Latin Dictionary, cit.;
The-saurus linguae Latinae, cit.;
Le abbreviazioni delle opere citate nelle note precedenti sono da intendersi:
AS = De dignitate et augmentis scientiarum
libri IX [1623], in The Works of Francis Bacon.
Collected
and edited by J. Spedding, R. L. Ellis, D. D. Heath, vol. I, London 1858;
rist. anast.:
Stuttgart-Bad Cannstatt 1963, pp. 423-837.
EnE = Enchiridion etbicum, praecipua moralis
philosophiae rudimenta complectens [1667-69], in H. More,
Opera omnia [...], t. II, Londini 1679; rist. anast.:
Hildesheim 1966, pp. [10] 1-96.
EnM = Enchiridion metaphysicum. Sive, de rebus
incorporeis [1671], in H. More, Opera
omnia [...], t. II,
cit.; rist. anast. cit., pp. 131-334.
JB = H. de Groot, De jure
belli ac pacis libri tres, cum annotatis auctoris [1625], tt. I-IV,
Lausannae
1758-59.
JN = S. Pufendorf, De
jure naturae et gentium, libri octo [1672], tt. I-II, Francofurti et
Lipsiae
1759; rist. anast.: Frankfurt a. M. 1967.
Med = Meditationes de prima philosophia in qua
Dei existentia et animae immortalitas demonstratur. [...]Objectiones doctorum
aliquot virorum in praecedentes meditationes cum responsionibus authoris
[1641],
ND = Principiorum primorum cognitionis
metaphysicae nova dilucidatio [1755], in I. Kant, GesammelteSchriften. Hrsg. von der Königlich Preussischen
Akademie der Wissenschaften, I. Abt.,
NO = Novum Organum, sive indicia vera de
interpretatione naturae [1620], in The Works of Francis
Bacon,
vol. I, cit.; rist. anast. cit., pp. 121-365.
PP = Pansophiae praeludium (Prodromus
pansophiae) [1639], in J. A. Komenskỳ,
Opera didactica omnia
[...], vol. I, Amsterdami 1657; rist. anast.: Pragae
1957, coll. 403-454.
PPh = Principia philosophiae [1644], in Œuvres de Descartes, cit., vol. VIII-1, Paris 1964.
Ver = E. Herbert, Lord of Cherbury, De veritate, prout distinguitur a revelatione, a verisimili,
apossibili, & a falso [1624], Londini 1645; rist. anast.: Stuttgart-Bad
Cannstatt 1966,
Si ringraziano il dottor Marco Veneziani per la gentile collaborazione e la dottoressa
Ada
Russo che ha seguito alcune fasi dell’elaborazione informatica dei dati.