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Nuova tappa del nostro «percorso lessicografico» attraverso le Orazioni
Inaugurali, secondo il programma che abbiamo esposto nel precedente numero
di Lexicon philosophicum (3-1988): allegata al volume troviamo adesso la microfiche
delle concordanze lemmatizzate della seconda Orazione e, inoltre, diamo a
stampa gli indici sia della prima sia della seconda.
Pronunciata nel 1700, questa seconda Orazione ha una particolare rile-
vanza rispetto alle altre cinque dal punto di vista della ecdotica vichiana, giac-
ché per prima venne messa in circolazione da Vico nella forma che egli aveva,
fra il 1706 e il 1707, attentamente rivisto e arricchito con le «Emendationes».
Accompagnata da una dedica propiziatrice, fu inviata manoscritta a Marcello
Filomarino dei Duchi della Torre, con la speranza che questi ne curasse a pro-
prie spese la stampa (1708). Il manoscritto fu mandato così «al diserto», come
è noto, e solo nel tardo '700 venne fortunosamente riscoperto; l'Orazione fu
quindi recuperata e — ancora una volta prima, per singolare coincidenza,
rispetto alle altre — pubblicata in una edizione moderna a stampa (1823) dal
Marchese di Villarosa.
Tali vicissitudini, mentre hanno contribuito ad arricchire le fonti testuali
delle Orazioni, valgono a confermarci nell'impressione che quel processo di
maturazione, col quale Vico finì per valutare l'insieme dei discorsi universitari
come un corpus coerente di scritti, dovette accompagnare o seguire di poco la
pubblicazione del De studiorum ratione (1709). Nei termini stessi con cui Vico
presenta l'Orazione al Filomarino, «Ea est oratio de taetris foedisque stultitiae
malis», non vi è ancora traccia di un qualche filo conduttore che la accomuni
ad altro, tantomeno emerge il tema unitario — «De finibus et ratione studio-
rum» — che, enunciato nell'Autobiografia, influenzò anche la formulazione ulti-
ma dtll'argumenium: «Ut animum virtute et sapientia conformemus».
Appena qualche parola, per adesso, sugli indici che pubblichiamo: di cia-
scuna Orazione daremo man mano Xindex locorum e l'indice di corrispondenza
fra forme e lemmi, secondo un criterio estensivo di documentazione, che è
motivato principalmente dall'analisi statistica e stilistica alla quale in seguito i
testi verranno sottoposti. Come conclusione dello spoglio lessicografico, infatti,
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presenteremo alcuni tipi di indici, per il buon uso dei quali i prospetti parziali
non mancheranno, noi crediamo, di dimostrarsi utili.
Da più parti, in verità, mi è venuto l'invito a concentrare il programma
editoriale di questo lavoro in una pubblicazione più compatta, da includere fra
i volumi editi dal Lessico Intellettuale Europeo. Un'ipotesi e un progetto cer-
tamente più impegnativo di quello attuale, che stiamo tuttavia considerando in
vista di abbreviare, come è probabile che accada, i tempi complessivi di elabo-
razione.